Cronaca

Caso Camassambiente, la battaglia legale ed il ruolo dei cittadini

La Redazione
I cassonetti di Bisceglie
Le prime fasi del giudizio davanti al Tar
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Recesso, risoluzione del contratto, sospensiva, interdittiva antimafia. Sono termini tecnico-giuridici cui i biscegliesi stanno cominciando ad abituarsi. In tanti però non riescono ad orientarsi nella selva di comunicati emessi dalla Camassambiente e dal Comune di Bisceglie nell'ambito di una battaglia legale ancora in corso.

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Cerchiamo di ricapitolare per facilitare il lettore: innanzitutto si chiarisce che fino a quando alla Camassambiente non sarà subentrato (eventualmente) un nuovo soggetto, la raccolta dei rifiuti ed il servizio igiene resta affidato alla stessa azienda. In nessun caso, quindi, potrà esserci una interruzione del pubblico servizio. Questo a garanzia dei cittadini che così dovrebbero essere tutelati rispetto all'esito del contenzioso in corso. Garanzia che si traduce anche nel fatto che nessun cittadino può ritenersi esonerato dal rispettare il passaggio al sistema della raccolta differenziata porta a porta.

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Per ciò che concerne la vicenda amministrativa vi sono due aspetti: da una parte il procedimento avviato dal Comune che prende le mosse dal provvedimento interdittivo deciso dalla Prefettura di Bari; dall'altra un provvedimento amministrativo deciso di sua iniziativa dal Comune e che ha come oggetto la qualità dell'adempimento da parte della Camassambiente.

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Sui tre provvedimenti (decisione del Prefetto, recesso dal contratto e risoluzione del contratto), la Camassambiente ha intentato un unico ricorso davanti al Tar Puglia. 

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Ha impugnato l’interdittiva antimafia e l’atto consequenziale del Comune di Bisceglie di recesso. La risoluzione per inadempimento non è stata impugnata e pertanto è tutt’ora efficace.

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La prima decisione interlocutoria è arrivata nelle scorse ore e ne ha dato notizia la stessa azienda: «Il Tar, con decreto presidenziale ha sospeso il provvedimento di recesso adottato dal Comune di Bisceglie relativamente all'interdittiva che ha colpito la Camassambiente spa».

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Contemporaneamente lo stesso Tar non ha bloccato l'efficacia del provvedimento del Prefetto. Pertanto resta valida l'interdittiva antimafia.

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Il prossimo 31 gennaio, invece, il Tar si esprimerà nel merito della vicenda. E deciderà sulla base dei documenti forniti dalle parti: Prefettura di Bari, Comune di Bisceglie e Camassambiente.

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Nel frattempo, però, come detto, resta valida la decisione del Comune di impugnare il contratto con l’azienda per inadempimento. Ed è questo l’aspetto più delicato, perché si tratta di entrare nel merito della gestione del servizio che riguarda tutte le famiglie biscegliesi.

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mercoledì 18 Gennaio 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 17:26)

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