Cronaca

Quando il lavoro è un diritto solo per alcuni

La Redazione
Protesta dei #nastrinirossidocentipugliesi
I docenti dei "nastrini rossi" contestano alla ministra Fedeli poca attenzione alle problematiche delle scuole del sud
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Ritornano alla carica i “nastrini rossi”, docenti del Sud Italia costretti all’esilio temporaneo al nord mentre le cattedre al sud rimangono vacanti. Questa volta l’obiettivo è garantire la continuità didattica a tutti gli alunni che quest’anno hanno beneficiato della loro professionalità, in particolare i disabili, in un momento storico in cui il mezzogiorno risulta penalizzato dalle scelte ministeriali. Forse gli alunni del nord hanno più diritti?

«Come può una senatrice della Repubblica italiana – si legge nel comunicato – preoccuparsi di una sola parte dell’Italia? Ci riferiamo a dichiarazioni, davvero fuori luogo, di chi è responsabile al governo per la scuola. La senatrice parla, ben sapendo di raccontare mezze verità, perché i docenti mancano ovunque, non solo in Emilia Romagna. E guarda caso, la senatrice dimentica proprio il Sud, il quale da sempre paga il fio di politiche che continuano a penalizzare la popolazione scolastica, nonostante il numero degli alunni sia praticamente identico tra nord e sud. E nonostante gli alunni siano gli stessi in tutta Italia. La scuola del Mezzogiorno continua a subire tagli ed attacchi da chi invece dovrebbe proteggerla.

Le regioni meridionali, hanno la stessa dignità di quelle settentrionali. Secondo i dati del Miur in Puglia nell’anno scolastico 2016/2017 il 26% dei posti di sostegno risulta in deroga, in Campania il 30%, in Sicilia il 20%, in Basilicata il 21% a fronte del 13% di posti in deroga attivati in Emilia Romagna, il 18% in Veneto, e il 19% in Lombardia. Questo vuol dire che nonostante la buona scuola sia stata attivata, le cattive pratiche di reiterazione delle coperture di posti a tempo determinato continuano ancora. Ed ancora penalizzando il mezzogiorno. E di conseguenza tutto l’apparato sociale, economico e culturale del Sud. Criticità enfatizzate dalla “manovalanza intellettuale”, quasi tutta al femminile e di 45 anni di età media, deportata dalla legge 107 dal sud al nord, che invece prima del tempo indeterminato, con continuità occupava le cattedre della propria terra. Già l’anno scolastico 2016/2017 ha riscontrato nelle regioni meridionali serie problematiche per la copertura dei posti, che in gran parte sono stati ricoperti da personale non abilitato e in alcuni casi per il sostegno non è stato possibile garantire un docente (anche non abilitato) se non per brevi periodi dell’anno.

Per questo motivo i nastrini rossi chiedono pari dignità tra i docenti, chiedono che siano derogate le assegnazioni provvisorie per tutti, anche per questo anno scolastico, per garantire la continuità che da anni i docenti dei nastrini rossi hanno nelle loro regioni meridionali»

domenica 4 Giugno 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 13:58)

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