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La bufala del gelato artigianale che «causa la Seu». Partita la denuncia contro ignoti

La Redazione
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Il testo, diffuso sui social e su Whatsapp, portava la firma del medico e politico fasanese Antonio Scianaro che ha prima smentito di aver diffuso il messaggio e poi ha presentato denuncia-querela contro ignoti
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Dalle chat di Whatsapp alla caserma dei carabinieri. È il percorso fatto dal messaggio – divenuto virale – che nei giorni scorsi ha messo in guardia chiunque dal consumare gelato artigianale in seguito alla morte di una bimba altamurana di 15 mesi affetta da Seu (Sindrome emolitica uremica).

Nel messaggio si leggeva: «ragazzi non mangiate gelato artigianale perché è stato venduto del latte non pastorizzato e ad Altamura una bambina è morta e l’altra è in condizioni gravi, mentre a Montalbano ieri una signora dopo aver mangiato un gelato è stata ricoverata con urgenza a Matera e adesso è in fin di vita! Questa malattia si chiama Seu ed è la causa di questo latte non pastotizzato quindi fate attenzione!».

Il testo portava la firma del medico e politico fasanese Antonio Scianaro che -seppur non citato chiaramente nel messaggio e dopo essere stato sommerso di richieste di chiarimenti – ha prima smentito di aver diffuso il messaggio e poi ha presentato denuncia-querela contro ignoti per evitare falsi e facili allarmismi tra la gente.

Nel frattempo sui campioni del gelato conservato in frigorifero dalla famiglia di Altamura e prelevati dai tecnici della Asl e dai carabinieri del Nas di Bari sono stati eseguiti degli esami che hanno dato esito negativo. Non è stata trovata nessuna traccia del batterio incriminato che avrebbe provocato l’insorgenza della sindrome nei due bambini altamurani. La risposta che si attendeva da giorni non è stata quindi risolutiva.

Intanto, dopo il sospetto del terzo caso in Puglia, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Bari ha diffuso una nota per rafforzare la comunicazione istituzionale in favore delle misure per difendersi dalla Seu. Sono state chiarite le linee guida generali da seguire: a firmarle sono il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli, e il direttore generale dell’Asl Bari, Vito Montanaro.

Le linee guida
– Evitare il consumo di carne poco cotta, specialmente se macinata, e di latte non pastorizzato e suoi derivati;
– Evitare in cucina la contaminazione di alimenti pronti per il consumo (come insalate, ecc.) con carne cruda;
– Rammentare che le normali operazioni di pulizia ambientale e di igiene personale (lavaggio delle mani) sono sufficienti ad evitare la diffusione dell’infezione.

domenica 11 Giugno 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 13:44)

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