Politica

Nastrini rossi: sciopero della fame e sit-in per i diritti al sud

Leonardo Cocola
Protesta dei #nastrinirossidocentipugliesi
«In barba alla tanto decantata continuità didattica, noi, costretti ad abbandonare le nostre famiglie per insegnare al Nord, subiamo, da ormai due anni, continue critiche»
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Ancora dissenso nel mondo della scuola per le decisioni prese dall’alto e “calate” nonostante le richieste dei docenti, in particolare del sud: i nastrini rossi, docenti trasferiti al Nord nonostante le cattedre vacanti abbondino anche al sud, hanno iniziato uno sciopero della fame e hanno annunciato per oggi e domani dei sit in a Bari:

«Continua lo sciopero della fame – si legge nel comunicato – e oggi e domani, lunedì 12 e martedì 13 giugno, sit in per dire basta ai poteri forti che ci vogliono al Nord. Noi nastrini rossi, docenti coattivamente trasferiti come pacchi postali da Sud al Nord con il piano assunzionale della “buona scuola”, sentiamo il bisogno, ancora una volta, di gridare il nostro dissenso: l’ultima nostra chance di riavvicinarci alle nostre famiglie sembrerebbe sfumare per subdoli ricatti dei poteri forti del Nord con le notizie sconfortanti che raccontano di vincoli inseriti nel contratto per le utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie. E questa volta siamo stanchi di chiedere ciò che è un diritto sacrosanto, per noi, in quanto cittadini italiani, donne e lavoratrici del Sud.

Ci sentiamo violate nei nostri diritti alla serenità familiare e lavorativa. Pertanto ci domandiamo: tutti i lavoratori hanno gli stessi diritti? La risposta a questa domanda sembrerebbe banale, ma purtroppo non lo è, noi docenti che abbiamo creduto nello Stato, noi, che ci siamo affidati ai consigli dei sindacati, noi, che siamo stati costretti ad abbandonare gli alunni di sempre (accettando la domanda di assunzione a tempo indeterminato, pena la cancellazione da ogni graduatoria), in barba alla tanto decantata continuità didattica e in “ultimo”, noi, costretti ad abbandonare le nostre famiglie per insegnare al Nord, subiamo, da ormai due anni, continue critiche semplicemente per aver messo le nostre vite nelle mani dello Stato e dei sindacati.

Ma alle critiche ormai ci siamo abituati, alle ingiustizie però non ci piegheremo mai. Le assegnazioni provvisorie vengono derogate da più di tre anni, perché adesso questo accanimento che non tiene conto degli errori dell’algoritmo, di una mobilità nel 2016 fortemente discriminante per gli ex docenti neoassunti, di una mobilità nel 2017 che farà rientrare una piccolissima parte dei 25 mila docenti trasferiti? Solo la Uil scuola in questo momento è al nostro fianco. Dove sono gli altri sindacati che dovrebbero difendere i diritti dei lavoratori? Per questo lunedì 12 alle 10 30 e martedì alle 17,30 (in rete con le altre regioni del Sud) sotto il porticato della regione, noi docenti dei nastrini rossi saremo di nuovo in sit in sotto il porticato della regione Puglia in via Capruzzi. Perché i diritti sono di tutti anche delle genti del sud».

lunedì 12 Giugno 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 13:44)

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