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Via libera della Regione alla stabilizzazione dei precari ASL

La Redazione
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Dalla Regione Puglia arriva il via libera alla stabilizzazione dei precari della Asl. E il sindacato Usppi, spinge per una soluzione in tempi brevi della vertenza. Resta alta l’attenzione del sindacato USPPI/PUGLIA sul caso dei precari delle Asl pugliesi, e soprattutto la Asl di Bari, che ha dato attuazione al concorso pubblico che avverrà il prossimo 6 luglio. Il sindacato Usppi, infatti, si è rivolta alla Direzione Generale Asl/Ba, affinchè venga dato seguito a quanto sostenuto dal Dipartimento della Promozione della Salute del Benessere Sociale e dello Sport per tutti della Regione Puglia. In una nota del 23 giugno scorso, infatti, la Regione sollecita i direttori generali delle Asl ad assumere a tempo indeterminato il personale che con contratto a tempo determinato risulti al 31 dicembre di quest’anno aver maturato tre anni di servizio, anche, non continuativi, negli ultimi otto anni, alle dipendenze dell’Amministrazione Pubblica che procede alle assunzioni. Nel caso di personale tecnico professionale ed infermieristico anche presso altre amministrazione del Sistema Sanitario Regionale e alla STABILIZZAZIONE dei precari che, alla data di pubblicazione della legge 208/2015, fosse in servizio, avendo 36 mesi di servizio.

Per Nicola Brescia segretario nazionale dell’Usppi, «l’ulteriore nota della Regione rappresenta un altro importante passaggio verso la stabilizzazione. Il Direttore del Dipartimento Giancarlo Ruscitti, ha espresso con chiarezza la necessità di superare la situazione di precariato in cui versa parte del personale che lavora nelle Asl». Una posizione quella della Regione ribadita, pochi giorni dopo, in un incontro, sullo stesso tema, al quale erano stati convocati i direttori generali e i responsabili delle strutture delle risorse umane delle aziende sanitarie.

Per Brescia leader dell’Usppi la stabilizzazione prima e l’avvio delle procedure concorsuali rappresentano un’occasione irrinunciabile per la Asl, che lamenta una carenza di organico sensibile e che spesso ha messo a dura prova gli operatori sanitari.«L’avvio delle procedure di stabilizzazione oltre che essere una risposta di civiltà che consentirebbe a molti lavoratori, dopo anni di rinnovi e incertezza alla scadenza dei contratti, di poter ipotizzare il proprio futuro – continua il sindacalista – permetterà di ottimizzare le risorse umane rendendo più efficienti i servizi sanitari del territorio. Avere organici che rispondano alle esigenze dei servizi, in termini di qualità e numero di unità lavorative, significa poter offrire prestazioni sanitarie che accolgono le esigenze dei cittadini.

Personale stabile significa qualità, programmazione, progettualità crescita professionale ed esperienza maturata sul campo. Tutti tasselli essenziali – conclude la nota Nicola Brescia leader dell’Usppi – se si intende offrire al territorio una sanità che in grado di intercettare, in tempi utili, le esigenze di salute .

mercoledì 5 Luglio 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 12:50)

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