Attualità

Essere genitori dietro le sbarre. Detenuti e figli a teatro

Ottavia Digiaro
Teatro in carcere
Grazie alla partnership con la scuola di teatro "Il cielo di carta", il teatro è stato portato in carcere permettendo ai bambini di vedere uno spettacolo teatrale con il proprio padre detenuto
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Porte che si aprono e si richiudono alle spalle, rumori metallici, controlli, poliziotti, documenti, metal detector, ancora controlli. Si entra nel cosiddetto “spazio verde” anche se di verde c’è solo il tendone che protegge dal sole.

Siamo nella Casa Circondariale di Trani nel momento dei colloqui con i familiari. C’è una lunga fila all’ingresso, ci sono tanti bambini che fanno amicizia tra loro, mamme che chiacchierano e attendono. E’ la routine questa. Succede ogni mercoledì e venerdì, ma nessuno si annoia o si lamenta, sanno che dopo ci sarà un caloroso abbraccio ad aspettarli.

In ambienti come questi la genitorialità è fortemente compromessa, i colloqui servono anche per vedere i propri cari e godere di quel calore che solo la famiglia può dare.

Dal 2013, l’attesa dei bambini è colmata dall’Associazione Paideia che gestisce lo spazio ludico “Magikambusa”, all’interno della casa Circondariale di Trani, e che attraverso giochi e laboratori intrattiene i bambini nell’attesa di incontrare i propri papà. L’associazione si occupa di tutelare la genitorialità e la condizione dei minori che si trovano a vivere indirettamente la realtà carceraria. «Gli stessi detenuti – afferma Annarita Amoruso, presidente dell’Associazione – ci confermano che il colloquio successivo a Magikambusa è migliorato, perché i bambini si rilassano e trovano un ambiente familiare in un posto che di familiare ha ben poco »

Ma ieri mercoledì 6 luglio, le famiglie hanno vissuto un colloquio un po’ particolare, infatti grazie alla partnership con la scuola di teatro “Il cielo di carta”, il teatro è stato portato in carcere permettendo ai bambini di vedere uno spettacolo teatrale con il proprio padre detenuto. Un momento di condivisione senza sbarre.

Con la regia di Annamaria Di Pinto, lo spettacolo “Il paese delle non meraviglie” è stato messo in scena dalle attrici e autrici Lucia Amoruso, Caterina Di Leo e Miriam Di Bartolomeo.

“Il paese delle non meraviglie” diventa così metafora di vita, di chi aspetta di poter riaprire quella porta. Tra peluches e sorrisi i più piccoli hanno dimenticato la realtà in cui erano, respirando spensieratezza e condivisione con la propria famiglia.

La manifestazione è stata organizzata anche in seguito alla donazione fatta dall’Interact club di Bisceglie che ha ideato il service e finanziato l’acquisto di alcune parti della struttura grazie alla raccolta fondi effettuata dall’Interact club di Bisceglie e della sua presidente Mara Pinto, con il supporto del Rotary club di Bisceglie con il presidente Mauro Pedone.

sabato 8 Luglio 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 12:42)

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