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A bordo di Vostok100k, sui portali LiveNetwork i viaggi di Lorenzo Scaraggi

La Redazione
Foto 1. Capo Colonna
Scaraggi, reporter pugliese, da ormai 5 anni viaggia lentamente sul suo camper ribattezzato Vostok in onore della missione del primo uomo nello spazio
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Viaggiare a bordo di un camper del 1982, lentamente, fermandosi ad ascoltare storie per documentarle e raccontarle sui social network: è il progetto Vostok100k.

Lorenzo Scaraggi, reporter pugliese, da ormai 5 anni viaggia lentamente sul suo camper ribattezzato Vostok in onore della missione del primo uomo nello spazio.

«Vostok perché ogni volta partire con un camper vecchio quasi 40 anni è come fare un salto nel vuoto, proprio come Yuri Gagarin». Tra i viaggi di Lorenzo c’è il giro d’Europa in solitaria, fatto l’anno scorso.

Circa 20mila chilometri percorsi in solitaria in quasi 4 mesi alla ricerca di storie di confine. Quest’anno è la volta del Sud Italia: le South Cultural Routes.

In collaborazione con le Regioni Puglia, Calabria, Molise, Basilicata e Campania, Lorenzo sta attraversando il sud lungo gli itinerari culturali del sud, fermandosi a documentare luoghi generalmente fuori dai circuiti turistici ma anche a parlare con la gente dei luoghi attraversati.

«Credo che lo spirito, l’alitus di un luogo sia determinato, sia costituito non solo da monumenti e bellezze naturalistiche ma dagli stessi esseri umani che lo abitano. È la geografia delle anime – spiega ai nostri taccuini il viaggiatore – che rende un posto speciale proprio perché spesso è il carattere della gente, ad arricchire il carattere stesso di un luogo».

Lorenzo racconterà il suo viaggio sui nostri portali attraverso una serie di cartoline inviate dalle mete più interessanti e curiose. Per seguire il suo viaggio basta collegarsi alla pagina Facebook Vostok100k e alla pagina South Cultural Routes.

Foto 1. Capo Colonna, a pochi chilometri da Crotone
Già Virgilio nell’Eneide aveva parlato del grande santuario dedicato a Hera Lacinia: “Di qui il golfo di Taranto erculea, se c’era è la fama, si scorge e di contro la Diva Lacinia si leva, e le rocche Caulonie e lo Squillace navifragio”.

Sullo stesso promontorio dove sorgeva il santuario dedicato a Hera Lacinia sorge la chiesetta dedicata alla Madonna di Capo Colonna.

All’interno della chiesa si venera il quadro di una Madonna alla quale sono attribuiti poteri miracolosi.

Pare infatti che nel ‘500 durante un’incursione, i Saraceni provarono a bruciare il quadro senza successo.

Quando andarono via portarono via la tela ma poiché l’imbarcazione sulla quale si trovava il quadro non riusciva a prendere il largo, se ne liberarono buttandola in mare.

Il quadro fu raccolto da un contadino che lo conservò per molti anni.

In punto di morte, ormai cieco e sordo, il contadino confessò ad un frate di possedere quella tela ed allora avvenne il miracolo: il contadino guarì completamente.

Miracoli o no, leggende o no, quello che mi affascina di queste storie sta nella sovrapposizione delle religioni, delle tradizioni: laddove un tempo si venerava Hera Lacinia oggi si venera la Madonna.

Questo a volte ci dovrebbe bastare per comprendere che ci sono luoghi sacri a prescindere, luoghi dove l’energia o la bellezza stanno nel respiro della terra.

martedì 1 Agosto 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 11:54)

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