Spalla

Federico II e Armida, i misteri dei manieri di Puglia

Elena Albanese
Castel del Monte
Alla vigilia di Halloween, Mario Contino ci guida in un mini tour attraverso le leggende che circondano Castel del Monte e il Castello di Trani
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Stanotte sarà la discussa Halloween, antica festa di origine celtica che celebra la vigilia di Ognissanti e che negli ultimi tempi ha però raggiunto una forma prettamente commerciale, legando il suo nome a travestimenti, veglioni, “dolcetti e scherzetti” di ogni tipo, nel nome di presunti “spiriti” vaganti.

Ma se si ha bisogno di un po’ di mistero e di sano brivido, non c’è bisogno di scomodare zucche e fantasmi d’oltreoceano. Le nostre città, i nostri monumenti, sono già così ricchi di storia e suggestione, come ci ricorda Mario Contino col suo sito Pugliafolklore.it, che stavolta ci porta in un mini tour di sole due tappe – ma che tappe! – nella Bat.

Prima immancabile fermata è forse il più noto degli edifici pugliesi: il famoso Castel del Monte, sito nel territorio di Andria, patrimonio dell’umanità Unesco dal 1996.

Un ottagono stupendo, dotato di otto torri anch’esse ottagonali, posizionato su un’altura, privo di fossati o altre strutture che possano far pensare allo stesso come fortezza o presidio militare.

Maestoso, solo, quasi in contemplazione sul paesaggio verdeggiante di cui sembra eterno custode, da molti è descritto come la dimora in cui Federico II soggiornava durante le lunghe battute di caccia.

Sta di fatto però che la sua struttura, nel corso degli anni, ha convinto molti studiosi che la struttura rivestisse ben altre e più complesse funzioni, che forse continua a svolgere tutt’ora.

Innanzittutto per la sua forma. L’ottagono risente infatti dei numerosi significati esoterici simbolici collegati al numero otto, che rappresenta il doppio quaternario e, nell’insieme, l’equilibrio delle energie cosmiche. È anche una figura associata all’acqua e agli antichi riti di fertilità riconducibili alla Grande madre, tradizionalmente legata al pianeta Venere, che compie il suo ciclo di fasi proprio in otto anni terrestri. Rappresentato in orizzontale, tra l’altro, l’8 assume il significato di infinito.

Secondo alcune ipotesi, Federico II aveva ottime conoscenze esoteriche, consapevolezze che lo spinsero a volere il castello ottagonale, forse ampliando un tempio preesistente con la stessa forma di base. Si pensa che l’intero edificio fungesse da sede per particolari pratiche alchemiche; forse per raccogliere, in determinati momenti dell’anno, dell’acqua molto particolare e pura, carica di energie ancestrali. Altre ricostruzioni lo vorrebbero quale osservatorio astronomico o tempio in cui celebrare riti iniziatici.

Secondo alcuni, infine, esso sorgerebbe in un punto di “massima energia”, su una famosa “linea sincronica” che collegherebbe anche la Piramide di Giza e Chartres. Le linee sincroniche sono grandi flussi di energia in grado di catalizzare le forze presenti nel cosmo, che possono scorrere al di sopra o al di sotto della superficie. Luoghi in cui sorgono, sin dagli arbori della storia, importanti monumenti ed edifici sacri, che avrebbero lo scopo di incanalare tali energie attraverso particolari strutture architettoniche, rendendo possibile una sorta di collegamento tra cielo e terra, tra terreno e Divino.

«Personalmente non so a quale ipotesi dare più importanza – dice Contino, che da tempo si dedica a questi studi -, so solo che all’interno di Castel del Monte si è immersi in una pace surreale; una piacevole sensazione di serenità pervade il corpo e i cattivi pensieri quotidiani sembrano non poter venire a galla».

Spostandosi solo di pochi chilometri, si raggiunge il Castello di Trani, sul quale si narra la leggenda del presunto fantasma di Armida, che lì dimorerebbe.

Una donna il cui nome – lo stesso di una maga musulmana presente nella “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso – non compare però in alcun documento ufficiale, nei quali si racconta invece di tale Sifridina, contessa di Caserta, che fu tenuta prigioniera dal 1268 al 1279 in una segreta del castello, punita per aver segretamente cospirato contro gli Angioini. Secondo alcune interpretazioni mai verificate, lo spettro potrebbe appartenere a lei.

Il fantasma apparirebbe con indosso un vestito grigio scuro, con il viso ben riconoscibile nella sua giovinezza e i capelli lunghi e nerissimi; i suoi occhi sarebbero di un azzurro penetrante, “brillanti” a detta di alcuni presunti testimoni. Sarebbe avvezza al contatto con l’uomo e di tanto in tanto si avvicinerebbe ai fortunati – o malcapitati – per osservare e farsi osservare, come se fosse alla ricerca di un contatto.

Si narra che Armida si innamorò di un cavaliere, ma venne scoperta dal marito che pugnalò a morte il giovane amante e, in preda alla follia, la rinchiuse in una cella nei sotterranei, dove lei si lasciò morire. La storia potrebbe essere un’allegoria per tramandare ai posteri la vicenda della contessa Sifridina.

Il nome della protagonista potrebbe infatti avere origini celtiche (proprio come Halloween), derivato da “Armis”, “colei che è adatta”; oppure germaniche, “donna forte e combattiva”. Conoscendo la storia di Sifridina, vissuta sotto una torre fredda e umida, malnutrita per molti anni senza mai tradire i suoi princìpi, l’utilizzo di uno pseudonimo così simbolico sembra piuttosto plausibile.

martedì 31 Ottobre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 9:04)

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