Cronaca

Molestie e rapine a un trans biscegliese, condannato a nove anni

La Redazione
Aula udienza del Gip al Tribunale di Trani
L'uomo era già stato condannato a 10 anni per una rapina nel 2007
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Nove anni per le molestie sessuali e le rapine ai danni di un trans biscegliese.

E’ quanto stabilito dal Tribunale collegiale di Trani per Patrizio Romano Lomolino, 37enne tranese già condannato a 10 anni per la rapina dell’1 marzo 2007 all’ufficio postale di largo Petrarca finita con il grave ferimento di una guardia giurata.

Lomolino fu raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nel novembre 2016, pochi giorni prima che finisse di espiare la pena per la rapina alle Poste. L’ordinanza, firmata dal gip Maria Grazia Caserta e richiesta dal pm Michele Ruggiero, gli contestava anche l’omicidio del viados di origini brasiliane Aldomiro Gomes, noto come Tatiana, avvenuto nelle campagne di Trani nel febbraio 2007. Ma su quell’accusa l’ordinanza è stata annullata dal Tribunale del Riesame. E stessa sorte ha subìto la seconda ordinanza dello stesso gip eseguita nel giugno scorso. Dunque, sono rimaste in piedi solo le accuse di molestie e rapine, perpetrate in più occasioni nei confronti del trans da cui pretendeva 20-30 euro a volta. Sul caso dell’omicidio di Tatiana pende, invece, una richiesta di archiviazione dello stesso pm Ruggiero, con fissazione della camera di consiglio per il 30 novembre.

Come si ricorderà, il cadavere del viados 57enne venne ritrovato fuori della sua auto in contrada Schinosa la mattina del 19 febbraio 2007 (la morte risaliva al giorno precedente), ma il suo delitto è rimasto a lungo senza un responsabile fino a quando le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia non hanno portato a Lomolino. Il 36enne è stato raggiunto, agli inizi di giugno, da ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio aggravato da futili motivi. Determinanti erano state le dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia tranese, il 38enne Vito Corda, finito in carcere ai primi di febbraio fa per le estorsioni a locali e aziende della sua città e figlio di Nicola, un tempo affiliato al clan Annacondia egemone nel Nord barese agli inizi degli anni Novanta.

Ma l’ordinanza venne annullata per carenza di gravi indizi dai giudici del Riesame. Gli stessi avevano parzialmente annullato anche una prima ordinanza a carico di Lomolino, emessa a novembre sulla base delle dichiarazioni di un altro collaboratore di giustizia, Luigi Colangelo. Lomolinoè rimasto in carcere – e ora è stato condannato – per le presunte rapine e molestie a un trans.

martedì 21 Novembre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 8:25)

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