Spalla

La Puglia del cibo, tra avanzi e recupero

Elena Albanese
Spreco alimentare
Lo sapevate che l'alimento più "buttato" nella nostra regione è lo yogurt scaduto? E che invece, abbinato ad altri facili ingredienti, può diventare un trattamento di bellezza per viso, corpo e capelli?
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Lo sapevate che il cibo più “buttato” dai pugliesi è lo yogurt scaduto? Lo rivela uno studio elaborato da Coldiretti in collaborazione con Campagna Amica e Istituto pugliese per il consumo.

150 famiglie hanno segnato su un taccuino quanti e quali alimenti finiscono nella loro spazzatura senza essere consumati. E la fotografia che ne viene fuori non è confortante: circa 25 chili di cibo buttati in 21 giorni, più di uno ogni 24 ore, con picchi il lunedì (forse dovuti agli avanzi della domenica) e il giovedì.

Nella top ten spiccano al secondo e terzo posto rispettivamente il latte scaduto e i salumi, seguiti dalla pasta cotta ma non mangiata, dall’insalata, dal pane (ancora oggi buttarlo nella mia famiglia è considerato poco meno che sacrilegio), dagli agrumi (arance e limoni), dal dado per il brodo e infine da pesce e patate.

Il fenomeno dello spreco alimentare costituisce un problema grave e impellente, tanto che sia il Governo nazionale che quello regionale hanno ritenuto di dover legiferare in materia. Il rapporto Ispra 2017 ha infatti evidenziato che nell’anno precedente, nella nostra regione, sono finiti in pattumiera ben 310mila tonnellate di cibo, che in soldoni vuol dire 80 chili a persona.

Eppure basterebbe davvero poco per limitare al massimo lo spreco. La spesa a chilometro zero, per esempio, che tagliando le intermediazioni ed evitando lunghi viaggi di consegna, consente di acquistare prodotti più freschi che durano di più.

Sempre più ristoranti e agriturismi, poi, si stanno attrezzando con le cosiddette doggy-bag, che spesso ci vergogniamo a chiedere, anche se non dovremmo. Forse per una sorta di pudore da pseudo-elemosina (di qualcosa che comunque – è bene ricordarlo – stiamo pagando); forse anche per quel nome che poco le nobilita se a consumare gli avanzi saremo noi e non il nostro animale domestico. Sarebbe carino chiamarla magari save-bag, perché può salvare una cena da un frigorifero vuoto o un pranzo in ufficio il giorno dopo, ma soprattutto salva tutti noi dalla cattiva abitudine di gettare il cibo, sazi come siamo dell’opulenza conquistata.

Anche i prodotti scaduti – o prossimi alla scadenza – possono trovare nuova vita. A volte basta digitarne il nome su internet per trovare curiose soluzioni a piccoli problemi domestici, rispolverando i trucchetti delle nonne, sempre molto in auge.

Lo yogurt scaduto, a quanto pare vera bestia nera delle pattumiere pugliesi, può lucidare l’ottone meglio di tanti detersivi industriali. Basta spalmarlo, farlo agire dieci minuti e rimuoverlo con una spugnetta umida. Abbinato ad altri facili ingredienti, poi, come olio, miele o limone, può diventare un trattamento di bellezza per viso, corpo e capelli.

Il latte scaduto, invece, pare che sconfigga anche le macchie più ostinate sui tessuti. Bisogna lavarli con acqua e sapone e tamponare la zona sporca con una spugna imbevuta di latte, riscaldandolo leggermente se si tratta di vino. Su un panno di lana, lucida a puntino le scarpe di vernice.

Provare per credere.

venerdì 24 Novembre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 8:24)

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