Attualità

Come affrontare le mille ragioni dell’infelicità

La Redazione
E vissero tutti felici ed imperfetti
Se ne è discusso all'Auditorium Santa Croce di Bisceglie
scrivi un commento 515

“Sono infelice perché il lavoro che faccio non mi piace; sono infelice perché mio marito mi trascura; sono infelice perché devo prendermi cura di tutti e non ho tempo per me; sono infelice perché inmiei colleghi non collaborano; perché il mio capo non mi premia; la mia amica non mi apprezza….nla mia vita è imperfetta, difettosa….” ma siamo sicuri che non possiamo ambire alla felicitànnonostante l’imperfezione fuori e dentro e di noi?

Di questo si é parlato nell’auditorium dell’ex monastero Santa croce di Bisceglie con glinpsicoterapeuti dott.ssa Maria Defazio, dott. Gianvito Schiavone e la dott.ssa Alessandra Vitucci.

Si è trattato di un seminario, un incontro-confronto. I tre terapeuti sono convinti che occasioni dinquesto tipo possano diventare un’eccezionale scuola di vita in cui è possibile entrare in contattoncon i temi più importanti della nostra vita. Dopo una simile esperienza si torna alla propria famigliane alle proprie occupazioni più riflessivi, più sensibili e fortificati.nTornando alla tematica di questo seminario, com’è possibile, allora, realizzare questa felicitànnonostante l’imperfezione?

Si è discusso di tante tematiche, in questa sede rispondiamonsinteticamente attraverso le parole del dott. Baldascini direttore dell’Istituto di Psicoterapia Relazionalendi Napoli: bisogna fare un viraggio dalle relazioni di dipendenza a quelle di appartenenza. Cos’è unnrapporto di appartenenza? “É un rapporto che apparenta ma non possiede, crea comunanza mannon confonde”.

Un legame di questo tipo, spiegano i tre terapeuti, consente nelle diverse relazioni, di coppia,nfamiliari, amicali, di non guardare solo al di fuori di sé, attribuendo i propri comportamenti e i proprinsentimenti a cause esterne ma anche dentro di sé. Questo significa sentirsi corresponsabili di ciònche ci accade e questa corresponsabilità é la chiave di volta, perché se un individuo accetta dingiocare anche una propria parte può comprendere in che modo sta giocando e decidere sencontinuare a giocare allo stesso modo o cambiare.

Per saperne di più : www.iprnapoli.it Facebook: psycobreak

martedì 28 Novembre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 8:20)

Argomenti

Notifiche
Notifica di
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti