Attualità

“Effetti Collaterali”, la stagione del Garibaldi in trasferta alle Vecchie Segherie Mastrototaro

La Redazione
Le Vecchie Segherie Mastrototaro
Il programma a partire da oggi, domenica 10 dicembre
scrivi un commento 291

Domenica 10 dicembre alle 19.00, si apre a Bisceglie quel capitolo della stagione che intitolata Effetti Collaterali dedicata a quelle opere e quegli artisti che richiedono una particolare intimità di rapporto.

Condividendo sin dal primo anno questa impresa con Linea d’Onda, associazione di bonifica culturale, il Garibaldi ne ha fatto anche uno strumento a sostegno di spazi normalmente non deputati all’ospitalità del teatro ma che, attraverso il teatro, possono trovare una nuova vita o, come nel caso di quest’anno, un arricchimento. E per quanto le Vecchie Segherie Mastrototaro, grazie alla bellezza del luogo, alla lungimiranza del loro proprietario e alla dedizione di una squadra impegnatissima, abbiano rapidissimamente scalato la classifica dei posti più amati, sceglierle come nuova sede della rassegna risponde esattamente alla stessa missione.

Così, attrezzate a dovere, dopo alcune sperimentazioni (vi avevamo allocato alcuni spettacoli di un passato prologo), le Vecchie Segherie diventano palcoscenico per i cinque spettacoli che, con frequenza mensile, animeranno quest’altra isola dell’arcipelago “EFFETTI COLLATERALI”

Arcangelo di Franco Ferrante (10 dic.), Pascarosa di Anna Garofalo (14 gen.), Giobbe di Roberto Anglisani (3 feb.), Maruzza di Antonella Romano e Rosario Sparno (4 mar.), A chi questo? di Valeria Bianchi(8 apr.), sono i titoli e gli artisti in programma. A inaugurare il percorso uno spettacolo molto particolare: quasi un non spettacolo perché testimonianza diretta di un’esperienza vissuta, con la particolarità che chi l’ha vissuta è un attore di teatro, ma anche di cinema (fra i principali interpreti dell’ultimo film di Edoardo Winspeare).

Franco Ferrante, padre, attore, racconta in Arcangelo un’esperienza difficile: la patologia di suo figlio, il proprio narcisismo, l’invadenza di face book… Arcangelo è anche un’occasione per riflettere sulla perdita di senso delle parole, sull’uso smodato di concetti filosofici da social, sul peso che degli assurdi “mi piace” possono assumere di fronte al tragico, scardinandone il senso. Arcangelo è sicuramente una storia che invita lo spettatore a riflettere, ma anche a ridere e rivedere il proprio rapporto con la vita e con la morte.

Le modalità di partecipazione sono quelle consuete. Riservati ai soci di Linea d’Onda e a chi socio vorrà farsi, gli appuntamenti prevedono la prenotazione via email (info.lineadonda@gmail.com) o telefonica (338.1425827). Confermata la dimensione conviviale che da sempre li caratterizza associando agli spettacoli quegli ingredienti che prima e dopo favoriscono l’incontro, lo scambio, l’amicizia animando il nostro vivaio di spettatori partecipanti.

domenica 10 dicembre ore 19,00

Teatro ScaloARCANGELO

di e con Franco Ferrante regia Michele Bia

Occasione per un padre attore di raccontare un’esperienza difficile, delicata e centrale della propria vita.

La patologia di suo figlio, il proprio narcisismo, l’invadenza di facebook… Arcangelo è anche un’occasione per riflettere sulla perdita di senso delle parole, sull’uso smodato di concetti filosofici da social, sul peso che degli assurdi “mi piace” possono assumere di fronte al tragico, scardinandone il senso. Arcangelo è sicuramente una storia che invita lo spettatore a ridere e rivedere il proprio rapporto con la vita e con la morte.

domenica 14 gennaio ore 19,00

Terrae PASCAROSA

di e con Anna Garofalo regia Rocco Capri Chiumarulo

fisarmonica Vince Abbracciante

Pascarosa è un villaggio, una frazione del comune di Ostuni, di quelle “quattro case ed una chiesa”. Antica, molto. Adesso forse troppo vacanziera. Ma questo è un racconto che sa poco di ferie e di concerti di piazza.
È un “piccolo viaggio casuale”, una storia minore, di quelle di poca importanza, che ti ci trovi per caso. Una macchina, un cane, una donna. Qualche birra e molte sigarette. E un mago che appare e non fa magie, perché è un guaritore e una brava persona. Ecco, è una storia fatta di brave persone, che si incontrano e lasciano un piccolo segno. Un piccolo segno che ti cambia la vita.

sabato 3 febbraio ore 21,00

Teatro d’Aosta/Roberto Anglisani GIOBBE

di e con Roberto Anglisani adattamento e regia di Francesco Niccolini

dal romanzo di Joseph Roth

consulenza letteraria e storica Jacopo Manna

con la collaborazione di festival Montagne Racconta (Montagne – Treville, TN) – festival Collinarea (Lari, PI)

Premio “Teatri del sacro” 2017

L’uomo nasce per la sciagura come le aquile per il volo. Spegnitori del giorno spegnetelo. Libro di Giobbe

“Più di cento anni fa, in Russia, al confine con la Polonia, in un villaggio così piccolo che non è riportato su nessuna mappa, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era un uomo insignificante. Era devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini, come prima di lui aveva fatto suo padre. Insegnava con molta passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini: così pensava di lui sua moglie Deborah”. Giobbe – romanzo perfetto di Joseph Roth – diventa un racconto tragicomico, proprio come la vita, dove si ride e si piange, si prega e si balla, si parte, si torna, si muore in guerra e si rinasce. Senza giudizio, senza spiegazioni, ma attraverso lo sguardo mite e sereno di un narratore misterioso, ricchi di compassione e accompagnati da un sorriso lieve che spinge tutti i protagonisti di questa magnifica storia.

domenica 4 marzo ore 19,00

Casa del ContemporaneoMARUZZA

cunto di mare e ferro

libero adattamento di Rosario Sparno da “Maruzza Musumeci” di Andrea Camilleri

con Antonella Romano e Rosario Sparno

istallazioni Antonella Romano

Un “cunto”, dalla tradizione siciliana, che si svolge su un’isola abitata da sirene e uomini forti, che richiama i personaggi dell’Odissea di Omero, e si snoda tra magia, fantasia e realtà sullo sfondo di leggende arcaiche e superstizioni della Sicilia di fine ‘800 e inizio ‘900. Una storia mostruosa e seducente come lo sono le storie antiche dove cielo e mare si incontrano. Una donna ricama con le sue mani sculture di ferro; un uomo dona lucentezza a quelle sculture con acqua di mare. “Il cunto” è condiviso, sussurrato, nella lingua incantevole di Camilleri, che è musica per chi vuole raccontare, per chi desidera ascoltare e farsi compagnia.
Attenti a non tagliarsi con quel filo che cuce, che fila e che sfila ed ha sapore di ferro, di mare e di vendetta.

domenica 8 aprile ore 19,00

Unterwasser A CHI QUESTO?

di e con Valeria Bianchi

suoni, voci e clarinetto Emanuela Belmonte

C’è un teatro dell’etica e della memoria che ha radici negli affetti famigliari. Un racconto leggero, privo di retorica, delicato e spesso ironico e divertente delle strategie fisiche e morali adottate dai giovani prigionieri catturati dopo l’8 Settembre del Quarantatre, nella loro quotidiana lotta alla sopravvivenza e nel tentativo di mantenere alto il morale, la dignità e lo spirito. Una narrazione nella quale le vicende del singolo (l’ufficiale Angelo Bianchi, nonno dell’autrice) s’intrecciano e fondono con i fatti storici e con le esperienze comuni a tutti gli altri uomini che vennero internati insieme a lui, tra Germania e Polonia, sotto il comune nome di I.M.I.
Due attrici musiciste, un organetto, un clarinetto, canzoni originali dell’epoca… e molto altro.

domenica 10 Dicembre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 8:02)

Argomenti

Notifiche
Notifica di
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti