Attualità

​Donne biscegliesi bistrattate dalla storia? Ma quando mai

Elisabetta La Groia
La donna di Bisceglie – tra mito
Nell'incontro al castello di Bisceglie, un originale invito a riscoprire alla luce dei documenti e delle testimonianze il vero rapporto tra sessi
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La storia e l’arte, a tutti i livelli sociali, fino a pochi decenni fa relegavano la donna ad uno spazio confinato, destinato a non lasciare tracce.

La teoria complottistica nei confronti dell’universo femminile, è stata smentita dal convegno “La donna di Bisceglie – tra mito, storia e società”, promosso dal locale Archeoclub, con il Patrocinio del Comune di Bisceglie presso il castello di Bisceglie.

«La donna di Bisceglie – spiega Luigi Palmiotti, presidente dell’Archeoclub e direttore del Museo Etnografico “Francesco Prelorenzo” – ovunque è presente e resa simbolica: è donna la scoperta della ruota solare nei pressi della chiesa di Sant’Adoeno, simbolo della Madonna del Soccorso, protettrice dei bambini; è donna la donazione di oggetti preziosi ai santi martiri fatta dalla sposa Falconi, in occasione della morte di suo marito Pipino di Barletta; è donna “l’intraprendenza” con la quale le suore del Monastero San Luigi hanno invaso il convento maschile nel 1600 con l’intenzione di occuparlo perché il loro era troppo piccolo. È donna l’ubbidienza mesta delle orfanelle di San Lorenzo, obbligate nel 1700 a seguire i funerali tutti i giorni, vestite di nero; è donna la resistenza delle biscegliesi rimaste sole o con figli a carico quando nei primi del ‘900 i loro mariti emigravano in America alla ricerca di un futuro migliore o quando non tornavano più dalla guerra; è donna la conquista della possibilità di votare solo nel 1946».

Chiaro l’intento della manifestazione, tutt’altro che “di genere”, femminile o femminista.

Lo ha spiegato accuratamente l’assessore alla cultura e ai rapporti con le associazioni Stefania D’Addato: «il ruolo della donna deve essere riscoperto attraverso un dialogo con il passato, quando era chiara la sua diversità e originalità rispetto all’uomo, con il quale, pur senza contrasti, ha dovuto costruire nel tempo la sua possibilità di avere pari opportunità».

I saluti istituzionali sono spettati al sindaco, l’avv. Vittorio Fata che, orgoglioso della fioritura culturale biscegliese e delle manifestazioni dedicate alle donne e alle loro vicissitudini, ha ringraziato Ferdinando Di Cesare e Angela Di Ceglie di Zonaeffe per aver reso il Castello un’accogliente location di eventi di spessore.

Presente anche Pina Catino, presidente del Club per l’Unesco di Bisceglie, donna caparbia e impegnatissima a portare in giro per l’Italia e non solo il nome della sua Bisceglie e del suo Dolmen, riconosciuto patrimonio Unesco e testimone di pace.

L’evento è stato accompagnato dal canto e dall’esecuzione musicale al violino di Natalia Abbascià e introdotto da Imma Balestrucci, delicata mediatrice dell’incontro.

Numerose le associazioni e le realtà territoriali che hanno supportato l’iniziativa, tra cui L’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Club per l’Unesco di Bisceglie, la Società di storia Patria per la Puglia, il Museo Etnografico “Francesco Prelorenzo”, Lilt sezione provinciale Bat, Fidapa sez. di Bisceglie, Ant sezione di Bisceglie, Lo scrigno delle donne. Presente anche l’associazione “Piccoli così”, che si occupa dei bambini nati prematuri: tramite la vendita di kit appositamente confezionati, mira l’acquisto di apparecchiature indispensabili per la sopravvivenza dei neonati in ospedale.

lunedì 18 Dicembre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 7:46)

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