Cronaca

LE STORIE E LE PAROLE​. Abbiamo dimenticato i migranti italiani brutti, sporchi e cattivi​

Giulio Di Luzio
Abbiamo dimenticato i migranti italiani brutti
Abbiamo dimenticato la nostra natura di popolo migrante, che ha depositato in ogni angolo del pianeta i dolori esistenziali di intere generazioni
3 commenti 833

Settimo appuntamento con la rubrica domenicale a cura del Prof. Giulio Di Luzio sull'integrazione di stranieri nel nostro territorio. Racconti di storie di vita vissuta tra le nostre strade, nelle nostre case. Un segno tangibile, senza inutile retorica, del cambiamento dei tempi che dovrebbe portare anche ad un cambiamento degli uomini. E' bene precisare che questa collaborazione è a titolo completamente gratuito, a testimonianza della passione del prof. Di Luzio per questi temi così delicati e importanti.

Viaggiare tra le storie di vita dei migranti presenti sul nostro territorio, significa anche attraversare il linguaggio lugubre con cui pretendiamo, con supponenza e arbitrio, di giudicare ed emettere verdetti e condanne preventive su di loro. Ma chi ci autorizza a comportamenti discriminatori e sospetti e luoghi comuni e stereotipi, che spuntano con insistenza nei nostri discorsi quotidiani? Abbiamo dimenticato la nostra natura di popolo migrante, che ha depositato in ogni angolo del pianeta i dolori esistenziali di intere generazioni? Abbiamo rimosso il nostro Dna di emigrati in giro per il mondo alla ricerca di una vita migliore, le migrazioni dei primi del 900 a Brookolino, come dicevano i nostri nonni appena giunti a Ellis Island nella baia di New York e lì posti in quarantena, trattati come minorati mentali, sottoposti a questionari da sottosviluppati e a ogni genere di umiliazione? Come abbiamo potuto dimenticare questo passato di sofferenze e privazioni, ora che altri migranti approdano da noi per gli stessi motivi, che hanno portato fuori dal Belpaese milioni di italiani?

I nostri ragazzi, i nostri figli come elaboreranno questo linguaggio, ora che si è insediato stabilmente e pervicacemente dentro il loro orizzonte e la loro visione del fenomeno delle migrazioni? Come dimenticare le migrazioni interne dei nostri padri negli anni 60 verso il nord Italia, costretti a vivere in baracche fatiscenti o dormire sulle panchine delle stazioni delle grandi metropoli lombarde o piemontesi, meridionali che si vedevano negare l’affitto di abitazioni umili da vistosi cartelli, che li umiliavano, assimilandoli a bestie incivili? Non dovremmo mai dimenticare il nostro passato, quando scorgiamo oggi giovani africani in giro nella nostra città ed anzi dovremmo riconoscere in loro il nostro passato e ciò che siamo stati fino a non molti anni fa. Forse non siamo stati capaci di fare i conti con questa nostra recente storia migratoria, non abbiamo avuto il coraggio di rileggere ed elaborare quella fase dolorosa, quando i clandestini eravamo noi! E dunque riviviamo con sospetto e cinismo la presenza di immigrati, poichè non accettiamo ciò che siamo stati! Questa colonizzazione della nostra memoria e della mancata accettazione di ciò che fummo, ci impedisce di comprendere la reale portata delle migrazioni odierne e ci spinge a condannare come brutti, sporchi e cattivi i nuovi arrivati!

Generalmente sono di pelle scura. Non amano l’acqua. Molti di loro puzzano, perché tengono lo stesso vestito per intere settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono vicino gli uni agli altri. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina. Fanno molti figli, che faticano a mantenere. Le nostre donne li evitano, perché si è diffusa la voce di alcuni stupri. Si adattano ad abitazioni che gli altri rifiutano e non contestano il salario. Quelli a cui è rivolta gran parte di questa relazione provengono dal Sud Italia…
Relazione dell’Ispettorato americano sugli immigrati italiani    negli Stati Uniti (ottobre 1912).

SCHEDA BIO-BIBLIOGRAFICA
Giulio Di Luzio. Attivista antimilitarista e obiettore di coscienza, dagli anni Novanta inizia a scrivere su "Bergamo-Oggi" durante una supplenza scolastica al nord. Ha lavorato per "il manifesto" e  "Liberazione". Ha collaborato ad Antenna Sud e alle edizioni pugliesi de "Il Corriere del Mezzogiorno" e "la Repubblica".  Ha già pubblicato sette saggi e cinque romanzi, che l’hanno portato alle trasmissioni Rai: "Chi l’ha visto?", "Rai News 24", "Radio 3 Farheneit", "Racconti di vita".
– I fantasmi dell’Enichem (Baldini Castoldi Dalai -2003)
– A un passo dal sogno (Besa – 2006)
– Il disubbidiente (Mursia – 2008)
– Brutti, sporchi e cattivi (Ediesse – 2011)
– Clandestini – (Ediesse – 2013)
– Non si fitta agli extracomunitari (Editori Internazionali Riuniti – 2014)
– La fabbrica della felicità (Stampa Alternativa – 2016)
– Fimmene (Besa – 2017)
– Tuccata (Besa – 2018)
– La libertà negata (Promosaik – 2021) Tradotto in tedesco e francese
– Apartheid all'italiana (Promosaik – 2021) Tradotto in tedesco.
– La nobile gioventù (Promosaik – 2021).
Attualmente si occupa di politica internazionale in alcuni Gruppi politici della Federazione Russa.

domenica 3 Aprile 2022

(modifica il 22 Giugno 2022, 14:02)

Argomenti

Notifiche
Notifica di
guest
3 Commenti
Vecchi
Nuovi Più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Salvatore Carciotto
Salvatore Carciotto
2 mesi fa

Io sono uno di quelli. To.58.Tornato, per alcuni giorni fa, ho notato come i meridionali di allora, molti adesso sono razzisti nei confronti dei nuovi immigrati.

Girolamo Todisco
Girolamo Todisco
2 mesi fa

Abbiamo dimenticato chi eravamo , la Nostra poverta , .Siamo emigrati in Germania ,Inghilterra , America e ovunque nel mondo per fare di chi e restato un rassista dei nuovi emigrati con pella oscura e lingua sconosciuta

ciccio la peste
ciccio la peste
2 mesi fa

Purtroppo queste persone che entrano senza documenti in Italia, oltre a vitto e alloggio ricevono pure la paghetta dallo stato italiano, paghetta , soldi per il loro sostentamento che noi (chi lavora, e specialmente i dipendenti) siamo costretti a pagare allo stato per mantenere queste persone. Nessuno di Voi, gente italiana emigrata all'estero ha ricevuto questo trattamento, perciò per ottenere i soldi da inviare ai vostri figli in Italia avete dovuto lavorare e dormire in luoghi fatiscenti offerti dal datore di lavoro. Questi invece hanno tutto e di più e nonostante ciò, rubano, violentano, ammazzano, spacciano ecc.(basta leggere i quotidiani) ma qualcuno vorrebbe farli passare per povere vittime.