Cronaca

​La parrocchia di Sant’Agostino a Bisceglie riapre al culto 1.700 giorni dopo l’inizio dei lavori

La Redazione
Chiesa di Sant'Agostino
Il programma di avvicinamento alla data del 31 maggio
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 Martedì 31 maggio 2022, durante la solenne concelebrazione eucaristica con il rito di Dedicazione presieduto da S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, alle 19.30, la Chiesa di S. Agostino sarà riaperta al culto dopo i radicali lavori di restauro.

In vista dell’evento, si terranno altresì momenti di riflessione  e di preghiera, secondo il seguente programma:

25 maggio 2002, ore 19.30

“Ecco la Santa Dimora di Dio. Il Signore raduna i suoi fedeli e da forza e vigore al suo popolo (Antifona dalla Liturgia di Dedicazione)

26 maggio 2022, ore 19.30

“La Cappella” – Storia di una chiesa e di un quartiere

Intervengono:

Angelantonio Angarano, Sindaco

Gianfranco Tedesco, Storico

Sergio Bombini, Architetto

Don Stefano Montarone, Parroco

Modera: Giuseppe Milone

27 maggio 2022, ore 19.30,

Veglia di preghiera con le Reliquie dei Santi che saranno collocate nell’altare della nuova chiesa, presieduta da don Sergio Pellegrini, Vicario Generale

La Chiesa  – ha dichiarato don Stefano Montarone a In Comunione in un articolo a firma di Donatello Lorusso che sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla rivista diocesana – ha chiuso le porte ai fedeli il 1° ottobre 2017 e i lavori sono iniziati pochi giorni dopo. Non è stato facile, ci sono stati tanti imprevisti che hanno rallentato e a volte addirittura bloccato l’andamento dei lavori. La pandemia e la burocrazia si sono messi di traverso e hanno decisamente ostacolato la strada verso la riapertura della chiesa. Ma ce l’abbiamo fatta”.

Così don Stefano Montarone, parroco di Sant’Agostino dal 2015, racconta gli ultimi anni di impegno e fatica per portare a termine la ristrutturazione e il restauro della chiesa. Lavori resi possibili  grazie al contributo dell’8×1000 della Chiesa Cattolica e alla generosità dei fedeli.

L’accesso al finanziamento dell’8×1000 è stato di vitale importanza e ci ha permesso permesso di far fronte al 50% delle spese sostenute per i lavori. Parliamo di quasi 400mila euro. Accanto all’8×1000, i fondi della diocesi e la straordinaria generosità dei parrocchiani. Sono stati grandi e hanno dimostrato di avere un cuore d’oro. Nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, il quartiere non ha fatto mancare il sostegno per la parrocchia e i lavori”.

Chi tornerà a Sant’Agostino 1700 giorni dopo l’avvio del cantiere, troverà una chiesa completamente rinnovata.

Precedentemente nella Chiesa erano stati fatti degli interventi tampone per migliorare o sistemare qualcosa, non sempre con gli effetti sperati. Con questi lavori la Chiesa è stata riportata all'origine, ai colori di un tempo, togliendo tutto ciò che nel tempo era stato aggiunto o modificato. Tutto torna allo stile originario della parrocchia”.

 Sant’Agostino riapre le porte dopo due anni davvero complicati, terribili per certi versi, e in una fase durante la quale si fa fatica a ritornare alla normalità. Proprio il ‘ritorno a casa’ può essere la spinta per molti a ripartire.

La riapertura della Chiesa dopo questo tempo di pandemia – ne è sicuro don Stefano – è un segno di speranza e rinascita per l'intero quartiere. La chiesa di San Michele Arcangelo, ‘dei Cappuccini’ come la conoscono tutti, che ci ha ospitato in questi anni è stata davvero accogliente. Sebbene la chiesa in sé abbia spazi ristretti, abbiamo potuto utilizzare ampi spazi per la vita parrocchiale, importanti per ritrovare quella socialità perduta a causa del Covid. Le conseguenze della pandemia si fanno comunque sentire, gli spazi ridotti e la necessità del distanziamento hanno portato molti parrocchiani ad allontanarsi per un po’. Speriamo di rivederci tutti nella nostra Sant’Agostino. È bello tornare a casa”.

martedì 24 Maggio 2022

(modifica il 22 Giugno 2022, 13:22)

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Franco
Franco
1 mese fa

Non basta festeggiare la riapertura, devono spiegarci perché è rimasta chiusa tanto tempo.

Marco
Marco
1 mese fa

E soprattutto basta parlare sempre di pandemia, torniamo a parlare di fede che alla pandemia ci pensano in tv 24 ore al giorno.

Stefano
Stefano
1 mese fa

La prossima volta prima di chiudere una chiesa ci pensassero 100 volte. Vescovi compresi.

Pasqua Di Gregorio
Pasqua Di Gregorio
1 mese fa

Spero che con il ritorno alle attività parrocchiali, si ritorna anche a considerare gli anziani che per motivi pratici non hanno la possibilità di recarsi in chiesa almeno per la comunione nel fine settimana. Il massimo sarebbe renderli partecipi in sede con un'attività di volontariato.