Il fatto

Si toglie la vita in carcere un 30enne biscegliese. Era coinvolto nella vicenda dell’omicidio di un salumiere a Ruvo

foto di La Caserma dei carabinieri di Bisceglie
La Caserma dei carabinieri di Bisceglie
Il Sappe nei giorni scorsi aveva “chiesto la chiusura del reparto” denunciando “le condizioni igienico sanitarie inenarrabili e gli ambienti fatiscenti "
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Il suo nome resterà indissolubilmente legato ad un episodio di cronaca nera che ha segnato profondamente la sensibilità delle comunità di Bisceglie e Ruvo, ma anche la storia personale dei protagonisti. Uno dei quali, un biscegliese, a soli 30 anni, è deceduto ieri nel carcere di Bari. L’uomo si è tolto la vita all’interno della propria cella. A darne notizia è il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria spiegando che la vittima era stata “condannata per omicidio con fine pena nel 2042”.

L’uomo, secondo quanto riferisce il sindacato, aveva “problemi psichiatrici”. “Ormai si inizia a perdere il conto dei detenuti che si sono uccisi nei penitenziari della Puglia, senza che ciò scuota la coscienza di alcuno”, sostiene Federico Pilagatti segretario del Sappe evidenziando che “le carceri sono diventate ormai una discarica sociale in cui buttare le anime e i corpi degli ultimi, dei pazzi, dei diseredati”.

Il sindacato nei giorni scorsi ha “chiesto la chiusura del reparto destinato ai detenuti psichiatrici” denunciando “le condizioni igienico sanitarie inenarrabili e gli ambienti fatiscenti in cui i detenuti, quasi tutti con problemi psichiatrici, sono lasciati”. “Quella sezione andava chiusa”, denuncia il Sappe che chiede l’intervento del Dap per “assicurare condizioni di vita dignitose e di cura ai detenuti affetti da problemi psichiatrici, a quelli che hanno patologie anche gravi che non vengono curati adeguatamente” senza dimenticare “tutti quei detenuti che vorrebbero avere la possibilità concreta di reinserimento”.

La vicenda che aveva portato il 30enne in carcere era quella dell’omicidio di Giuseppe Di Terlizzi, all’epoca dei fatti 42enne, avvenuto la sera del 13 aprile 2012 a Ruvo di Puglia.

Giuseppe Di Terlizzi fu ucciso dinanzi al suo esercizio commerciale, una salumeria sita in via Piave 35. Dalla ricostruzione effettuata dai Carabinieri che all’epoca curarono le indagini, emerse che erano passate da poco le 21,30 quando quattro malfattori con i volti coperti da passamontagna fecero irruzione nella salumeria costringendo l’uomo a consegnare l’incasso della giornata.

Di Terlizzi tentò di reagire. A quel punto ne scaturì una colluttazione durante la quale uno dei rapinatori fece fuoco esplodendo un solo colpo di pistola che raggiunse il salumiere alla testa. Partirono subito le indagini. I quattro furono immediatamente identificati dai carabinieri e accusati di omicidio, rapina, porto e detenzione di arma da fuoco in luogo pubblico.

Ieri il tragico epilogo di questa storia che ha lasciato solo dolore in tutte le persone coinvolte ed i loro familiari.

mercoledì 29 Giugno 2022

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