Attualità

«Che tristezza i vostri commenti. E non avete visto quei corpi né gli occhi di quel padre»

Donato De Ceglie
Rino Negrogno
Le notizie tragiche scatenano nei lettori una strana esigenza di condanna, senza se e senza ma, di una ricerca del macabro senza mai percepire realmente il dolore, quando basterebbe solo il silenzio
3 commenti 3888

Un tamponamento tragico, ad altissima velocità, la macchina accartocciata, le fiamme. Tre morti, carbonizzati. La scena che si son ritrovati dinanzi i soccorritori è stata terribile, hanno potuto prestare le cure solo ai due ragazzi che hanno causato l’incidente, ritrovati in evidente stato di ebbrezza, spaventati per quanto accaduto e forse non pienamente coscienti della tragedia nella quale si sono ritrovati protagonisti. Svegliarsi e leggere su uno schermo touch la notizia è diverso. Crea il distacco necessario per farci sentire autorizzati ad una sete insaziabile di particolari, di nomi, di cause, di condanne, di attacchi incontrollati. Essere nelle notizie, viverle da personaggi principali per cause di forza maggiore, offre un punto di vista diverso e forse più razionale.

Per questo motivo abbiamo voluto condividere e pubblicare il testo scritto da Rino Negrogno, infermiere del 118 e scrittore, poeta. «Che tristezza la vostra arroganza» scrive Rino. E lasciamo prive di commenti le sue parole, nella speranza possano stimolare nei lettori una riflessione personale.

Che tristezza

i morti carbonizzati
non conoscere ancora il loro nome
poter dare liberamente e finalmente
sfogo al proprio razzismo frustrato
incolpare un’intera nazione
quando in realtà, ve lo giuro,
inietto più metadoxil agli italiani
e, tra l’altro, in Italia sono nati
che tristezza gli occhi del padre
di quel figlio ubriaco
e soprattutto straniero
ma che tristezza il silenzio
e la puzza dei morti bruciati
e augurarsi che siano morti sul colpo
piuttosto che tra le fiamme
che tristezza la vostra arroganza
senza aver nemmeno l’incombenza
di dover stabilire leggi e punizioni
dite la vostra puri come i santi
ma io che ho guardato
i morti carbonizzati
gli occhi del padre dell’ubriaco
e voi appena destati
dopo la mia notte insonne
e senza la vostra incombenza
di dover stabilire la giusta opinione
che tristezza

mercoledì 16 Agosto 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 11:14)

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Francesco napoletano
Francesco napoletano
4 anni fa

Vuoi vedere che dobbiamo avere compassione di quei due ?Vieni a vedere gli occhi dei figli di una delle vittime la loro vita rovinata da un imbecille ubriaco italiano albanese rumeno che sia non me ne frega …. loro non hanno piu il perno principale della famiglia “LA MAMMA” una mamma speciale

Serio Daniela
Serio Daniela
4 anni fa

Mia figlia, che come tutti i giovani va a ballare, quando beve un drink di troppo prende un taxi per tornare a casa!!! La macchina la va a ritirare il giorno dopo! Se tu vuoi bere… io ho il diritto di vivere!!!!! E gli occhi del padre di chi è morto carbonizzato????

tesse angela
tesse angela
4 anni fa

triste è stato arrivare alla medicina legale x i parenti x riconoscere da qualche dettaglio rimasto riconoscere il proprio caro