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«Otto anni fa il barbaro omicidio di Eluana Englaro. Noi non dimentichiamo questa scelta di morte»

La Redazione
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L'intervento del Comitato Progetto Uomo di Bisceglie nel giorno della ricorrenza della tragedia
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«Sono ormai trascorsi 8 anni da quel fatidico 9 febbraio 2009 in cui Eluana Englaro fu fatta morire, per il suo Stato Vegetativo Persistente. Ebbene sì, per una condizione di Vita definita, da taluni, non "degna". I giudici decretarono che si poteva togliere il sondino che alimentava la giovane e farla morire per fame e per sete. La motivazione principale? Eccola:  "sembra" che Eluana, in salute, abbia ripetutamente detto che avrebbe voluto vivere la sua vita appieno, altrimenti avrebbe preferito morire».

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A ricordare la ricorrenza, in un comunicato, è l'associazione "Comitato Progetto Uomo" di Bisceglie.

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«Certo – prosegue la nota – che è facile esprimersi così; a vent’anni si è nella pienezza delle proprie forze e si crede di essere invincibili, poi la vita può cambiare e con essa anche il modo di vedere le cose: ci si può finanche attaccare alla speranza di vivere. Però ad Eluana questo non è stato permesso. Noi ci ribelliamo ad ogni scelta di morte, nei riguardi di bambini nel grembo materno come nei riguardi di ammalati terminali o in stato vegetativo<strong>; gridiamo il nostro NO ad una cultura che dispone della vita dei propri simili, specie se deboli e indifesi, e che spesso si ammansisce di fronte ai forti e prepotenti. 

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Non siamo assolutamente d’accordo con questo modo d’intendere la vita e la dignità di un essere umano. Eluana era una giovane con un grave handicap, non soffriva di malattie terminali, il suo corpo era caldo, respirava autonomamente, aveva tutte le funzioni vitali intatte. Una giovane quindi che aveva bisogno soltanto di un sondino che l’aiutasse a bere e a mangiare. E dar da bere agli assetati e da mangiare agli affamati (vicini e lontani), per la nostra cultura era e rimane un gesto d’amore e di solidarietà. Invece, quello che si è compiuto è stato un gesto crudele ed indegno della nostra civiltà: si è fatto passare per gesto di umana pietà un’azione che ha portato Eluana a morire di fame e di sete come i condannati nei lager nazisti, e inoltre con la variante che, per lenire il dolore di tale morte atroce, Eluana è stata sedata (QUINDI ERA VIVA!).

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No! Noi non abbiamo dimenticato e non ci siamo rassegnati a questa barbarie. Noi siamo per una civiltà dell'accoglienza, della cura, della vita».

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giovedì 9 Febbraio 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 16:50)

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Donato Scarasciullo
Donato Scarasciullo
5 anni fa

VERGOGNA!!!!!

Rosa Rosate
Rosa Rosate
5 anni fa

Nessuno ha pensato che passare diciassette anni immobililzata su un lato con le orecchie lacerate per il decubito forzato potesse procurare dolori atroci ?Il sondino naso gastrico è dolorosissimo anche per pochi giorni non poteva, nemmeno deglutire! Tra voi sapientoni pronti a puntate il dito contro la sofferenza di un povero padre poiche sostenevate che fosse cosciente nessuno ha pensato quanto potesse soffrire? Io spero che non lo sia mai stata.