Cronaca

Ambiente 2.0 resta al suo posto. La decisione del Consiglio di Stato

La Redazione
I mezzi di Ambiente 2.0
L'udienza di merito è già stata fissata per il prossimo 25 gennaio 2018
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Nessun cambio in corsa. Il servizio di Igiene pubblica a Bisceglie resta affidato al Consorzio Ambiente 2.0.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato nell’udienza fissata ieri, giovedì 19 ottobre a Roma, per discutere della sospensiva alla sentenza del Tar Puglia circa il ricorso presentato dalla “Sangalli Giancarlo & C. srl”, terza classificata nella gara d’appalto.

Ebbene, il Consiglio di Stato avendo già fissato per il prossimo 25 gennaio 2018 l’udienza nel corso della quale sarà discusso nel merito l’intero contenzioso, ha ritenuto non sussistere i motivi d’urgenza proposti dalle parti. Pertanto tutto è stato rinviato a quella data.

Per i biscegliesi questa decisione della Corte romana è comunque una buona notizia. Perché consentirà di stabilizzare ulteriormente il servizio di raccolta porta-a-porta che, partito tra mille difficoltà dovute al progetto risultato vincitore della gara d’appalto che si è subito dimostrato non all’altezza della complessità di una città importante e variegata come Bisceglie, negli ultimi mesi, grazie al subentro del Consorzio Ambiente 2.0 ed all’impegno dei suoi operatori, ha mostrato nettissimi miglioramenti sia sul piano quantitativo che qualitativo. Sul primo fronte, infatti, basta ricordare che la raccolta differenziata a Bisceglie ha superato stabilmente la soglia del 65 per cento che consentirà di abbattere la famigerata ecotassa regionale che tanto pesa sulle tasche dei cittadini. Sul versante della qualità del servizio, gli accorgimenti introdotti dal Consorzio Ambiente 2.0 hanno migliorato sensibilmente il grado di soddisfazione dei cittadini. Basti ricordare il progetto Bisceglie Fatti Bella che per due volte ha consentito la pulizia, la difinfestazione e la disinfezione straordinaria dell’intera città.

Certo, restano alcune criticità, come ad esempio l’abbandono di rifiuti nelle aree rurali ed il rifiuto di una piccola porzione di cittadini di adeguarsi al nuovo sistema di raccolta. Ma su questo fronte le responsabilità vanno individuate soprattutto nella scarsa collaborazione da parte di chi avrebbe il dovere di vigilare su quanto avviene in città. Ma questo è un altro discorso che ci porterebbe molto lontano. Nel frattempo i legali di tutte le parti coinvolte stanno affilando le armi in vista dello scontro del prossimo 25 gennaio.

venerdì 20 Ottobre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 9:26)

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