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Una corona d’oro per una coppia d’altri tempi. Il regalo dei figli

Pinuccio Rana
Nozze d'oro per Filomena Ricchiuti e Giacomo Leuci
Nozze d'oro per Filomena Ricchiuti e Giacomo Leuci
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Una vita familiare racchiusa in poche righe. Una vita familiare che val la pena raccontare. Lo hanno fatto i quattro straordinari figli di una coppia, Filomena e Giacomo, che oggi festeggia i suoi 50 anni di nozze. E gli auguri più belli arrivano attraverso BisceglieLive.it

«Il traguardo delle nozze d’oro non è cosa da tutti, né da tutti i giorni.

Festeggiare i 50 anni di matrimonio è quindi d’obbligo per condividere una giornata piena di gioia, amore e ricordi con le persone che si amano. La tradizione di dare un significato e un nome agli anniversari di matrimonio ha origine nella Germania medievale. Lì quando una coppia di sposi raggiungeva i 25 anni di matrimonio, i conoscenti regalavano alla sposa una corona d’argento per congratularsi: la corona era d’oro nel caso dei 50 anni di matrimonio.

I rinnovati sposi Filomena Ricchiuti (12/02/1946) e Giacomo Leuci (03/06/1942), si sono uniti in matrimonio esattamente 50 anni fa, il 2 dicembre 1967 presso la Chiesa “Madonna di Passavia” mentre i festeggiamenti son proseguiti nei locali di “Mocambo” (ex Discoteca Fellini). Dopo 50 anni, quella moltitudine di giovani, uomini e donne che, quasi inconsapevolmente, con una nota di incertezza per il futuro ma con una sana e composta aspettativa si accingeva a dire “si” nel lontano 1967, oggi per molti di loro che ancora vivono va detto doverosamente Grazie. Grazie a loro che hanno partorito e allevato figli che adesso rappresentano la nostra realtà, la nostra società nel bene e nel male. Un grazie speciale a Filomena e Giacomo lo dicono i figli Giovanni, Angelo, Isabella e Antonia ai propri genitori bellissimi, attraversati e vissuti dal tempo, tinteggiati di numerosi piaceri e a volte di ostacoli sin’ora superati.

Grazie Mamma Filomena Ricchiuti e Grazie Papà Leuci Giacomo.

Guardando le foto della loro festa di matrimonio si riesce a scorgere l’innocenza della mamma appena ventunenne, giovane, bella, coccolata dalla sua mamma, dalle zie e dalle sorelle, tutte figure femminili allegre e compiacenti, e guardando nostro padre, anche lui giovanissimo con i suoi 25 anni, si vede un uomo quasi tutto di un pezzo, fermo, rigido nella sua decisione, ben consapevole delle sue scelte! E poi siamo arrivati noi, i loro 4 figli, oggi, Giovanni 49, Angelo 48, Isabella 41 e Antonia 39 anni. Tutti e quattro proviamo grande ammirazione per nostro padre, un uomo che ha sacrificato tutta la sua vita col sudore e con le mani per lavorare la terra sin da giovanissimo dapprima con la zappa e la sua forza fisica e solo successivamente con l’aiuto meccanico.

A volte, abbiamo persino invidiato il suo lavoro che lo teneva a stretto contatto con la terra che offre con molto sacrificio la possibilità di guardare con gli occhi la vita che si rigenera, il tempo, le stagioni, lo spegnersi ed il rinnovarsi,chissà però la fatica nonostante le sue giornate fossero attraversate da innumerevoli e splendide albe e tramonti. Quella fatica che spesso ci nascondeva quando tornava dalla sua giornata di lavoro, quando noi Isabella e Antonia, figlie femmine, lo costringevamo a giocare con noi nonostante fosse molto stanco; il nostro ricordo va al corridoio di casa quando si prendeva la rincorsa e colpivamo “dritto al ventre” ma papà (scaltro) ci anticipava sollevandoci con le sue forti braccia.

E poi la nostra meravigliosa e unica mamma, non riusciremmo proprio ad immaginare la nostra famiglia senza di lei,una vita interamente dedicata alla casa e alla famiglia, era persino la nostra sarta personale, nonostante odiassimo indossare quei vestiti spesso larghi perchè “Si DOVEVANO utilizzare per parecchi anni”. Tutt’ora quando acquistiamo i vestiti per i nostri figli il suo consiglio migliore è “compralo più grande, così lo sfrutti”. E poi c’erano Le domeniche mattine, al risveglio destati dal profumo intenso e corposo del suo famoso ragù, oppure quando ci coinvolgeva nella preparazione di qualche dolce o l’impasto appiccicaticcio dei cannelloni e delle sue deliziose polpette che adesso adorano i nostri figli. E’ la donna che ama e basta, non dice mai “no” a nessuno e non si aspetta mai nulla in cambio. Nostra madre sapeva cosa significava amare incondizionatamente e lei lo faceva con molta semplicità; fondamentalmente resta il nostro punto di riunione, una sorta di Campo Base, il perno che tiene uniti tutti e quattro i figli.

Noi figli, li ringraziamo infinitamente, se siamo qui, se viviamo è solo grazie a loro, se conosciamo la bellezza della vita abbiamo un debito con i nostri genitori che oltretutto hanno fatto in passato rinunce importanti per garantirci un futuro. L’augurio è che possano vivere ancora felici perché la vita è davvero bella nonostante tutto…e con tutto l’amore che c’è porteremo avanti ancora questa meravigliosa barca carica di vita e di felici aspettative.

Giovanni, Angelo, Isabella e Antonia

sabato 2 Dicembre 2017

(modifica il 24 Giugno 2022, 8:16)

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